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15 Nov 2019

DANIELE SILVESTRI in "La Terra dal vivo sotto i piedi"

Daniele Silvestri festeggia i suoi primi venticinque anni di carriera con il tour  “La Terra dal vivo sotto i piedi”, in programma al Palaflorio venerdì 15 novembre, portando per la prima volta nel suo percorso artistico la sua musica nei palasport (se si eccettua l’esperienza a tre voci del 2014 con Max Gazzè e Niccolò Fabi). Un vero e proprio imperdibile viaggio dagli anni ’90 a oggi nella storia di uno dei cantautori italiani più amati ed apprezzati, ma senza mai distogliere lo sguardo dal presente.

In scaletta infatti hanno grande rilievo i brani del suo ultimo lavoro discografico “La Terra sotto i piedi”, dal quale prende il nome la tourneè e che sono diventati già cult tra i tantissimi fans dell’artista capitolino, quali tra gli altri “Argentovivo”, con cui si è aggiudicato il premio della critica all’ultimo festival di Sanremo, “Qualcosa cambia”, “Complimenti ignoranti” e “Tempi modesti”. Ma, pur senza lasciare spazio all’autocelebrazione e alla mitizzazione, non mancano ovviamente i grandi classici del repertorio del popolare “uomo col megafono”, che lo hanno consacrato tra i più brillanti cantautori italiani contemporanei, come “Il mio nemico”, “Salirò”, “Gino e l’Alfetta”, “Testardo”, “La paranza” e tante altre straordinarie hits scritte e portate al successo dall’estroso cantante romano.

Sul palco ad accompagnare Silvestri una superband con musicisti di assoluto valore, quali i chitarristi Adriano Viterbini e Daniele Fiaschi, i batteristi Fabio Rondanini e Piero Monterisi, il bassista Gabriele Lazzarotti, i tastieristi Duilio Galioto e Gianluca Misiti, il percussionista Ramon Caraballo, il sassofonista Marco Santoro e il rapper Rancore, ospite fisso del tour, che oltre a duettare con lui in “Argentovivo”, impreziosisce con le sue strofe dure e taglienti a alcuni dei brani storici del cantautore capitolino, costituendo un apprezzabilissimo valore aggiunto.

Un concerto di altissimo livello qualitativo in cui tra passato e presente Silvestri dimostra come pur essendo passato un quarto di secolo, il megafono è ancora lì, pronto all’uso, e funziona ancora benissimo.

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